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Una mappa mentale è una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti. Il fine consiste nell’implementare la memoria visiva e quindi la memorizzazione di concetti e informazioni in sede di richiamo.

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La prima volta che ho visto una mappa mentale ne sono rimasto completamente innamorato, dico sul serio, ho avuto una vera e propria epifania e ho pensato “Questo strumento per me ha un potenziale enorme e devo capire come sfruttarlo al meglio!”

Ad oggi sono oltre sei anni che le utilizzo quotidianamente!

Tutto ebbe inizio nel 2014 quando un manager con il quale iniziammo il progetto super innovativo delle viti intelligenti iniziò a disegnare su una lavagna quella che poi sarebbe diventata una mappa mentale.

Mentre ognuno di noi gettava idee nella discussione, le ramificazioni della mappa prendevano forma e sulla lavagna appariva una schematizzazione incredibilmente organizzata dei nostri pensieri.

Era una delle nostre prime sessioni di brainstorming e da quel giorno non ho più smesso di utilizzarle.

Cosa sono le mappe mentali

Una mappa mentale quindi è una rappresentazione grafica di un flusso di pensieri e rappresenta un valido strumento da utilizzare in tantissimi modi.

La tecnica delle mappe mentali è nata grazie all’intuito di Tony Buzan, un ricercatore inglese che volle trovare un metodo per organizzare i propri pensieri, che faceva su un determinato argomento, attraverso una modalità grafica

La sua tecnica ha fatto il giro del mondo, oggi esistono software e applicativi di ogni genere per la realizzazione delle mappe e vengono organizzati anche corsi di formazione.

I corsi sono assolutamente validi per partire con il piede giusto ma ritengo che la maniera migliore di imparare utilizzarle sia quella di fare tanta pratica!

In che modo possono essere utilizzate?

Le modalità sono tante, io ad esempio le utilizzo principalmente in questo modo:

  • per sviluppare una nuova idea o più idee che necessitano di essere messe a fuoco (da soli o in gruppo)

  • per prendere appunti velocemente

  • per organizzare i contenuti per un discorso o una lezione

  • per schematizzare le attività di un nuovo progetto prima della pianificazione

Sono certo che troverai altre modalità di utilizzo e puoi completamente rivoluzionare la tua maniera di prendere appunti e come seguire il flusso dei tuoi pensieri.

La tua creatività riuscirà ad emergere molto più facilmente e anche se non ti senti una persona particolarmente creativa scoprirai di come sia stimolante fare collegamenti tra argomenti mappare il tuo processo mentale.

Una delle mappe mentali che ho realizzato durante la mia attività con MindManager

Parti dalla carta!

Per realizzare le tue prime mappe mentali ti consiglio di partire da quelle fatte su carta!

Carta, matita e gomma da cancellare, questo è quello che ti serve per partire e anche se ci sono tante applicazioni web o software disponibili all’inizio è molto utile iniziare proprio disegnando a mano libera sul foglio.

Scegli un tema che vuoi esplorare, mettilo al centro e inizia a collocare le tue idee attorno al tema principale e disegna i collegamenti.

Qui trovi un semplice esempio di cosa intendo e di come puoi esplodere un argomento.

Una semplice mappa su carta per capire da dove partire

Ovviamente per rendere la mappa graficamente accattivante puoi utilizzare i colori e in rete troverai tantissimi esempi super colorati ma ti consiglio all’inizio di non impiegare troppo tempo nella parte grafica perché l’importante è come sviluppi i tuoi contenuti.

Software e applicazioni web

Tanti sono i software e gli applicativi web e trovate un elenco dei principali sulla piattaforma G2 a questo link: https://www.g2.com/categories/mind-mapping.

Fra l’altro mentre scrivo questo articolo ho scoperto Miro che non conoscevo e che mi sembra piuttosto interessante sia per la modalità di condivisione progetto che anche per la possibilità di realizzare delle lavagne digitali durante i workshop.

Oggi che siamo tutti costretti a lavorare in remoto potrebbe essere utilizzato per riuscire a fare dei workshop in maniera virtuale.

Davvero quindi un super strumento per chi gestisce gruppi di lavoro che devono fare sessioni di brainstorming sparsi per il mondo!

La mia esperienza sul software

Personalmente ho iniziato la mia avventura con le mappe mentali utilizzando Freeplane che ritengo uno strumento open source ancora molto valido anche se l’interfaccia non è particolarmente moderna e accattivante.

Oggi utilizzo MindManager del quale apprezzo la stabilità, la possibilità di vedere l’anteprima integrata delle immagini e dei documenti direttamente all’interno della pagina principale e l’integrazione con Outlook.

Ci sono poi altre funzioni interessanti come la possibilità di aggiungere una pianificazione di progetto con i rami che diventano attività.

Queste attività sono task alle quali assegnare una durata che poi può essere utilizzata per la realizzazione di diagrammi GANTT direttamente con MindManager.

Questa è la mia personale esperienza software, in realtà ce ne sono tanti e devi trovare il software che più adatto alle tue esigenze verificando quali sono le funzionalità che ti interessano di più.

Ti è venuta voglia di utilizzare le mappe mentali per la tua attività?

Oggi il mio obiettivo è stato quello di presentarti lo strumento e di spingerti alla sperimentazione, spero di esserci riuscito!

Concludo dicendo che se vuoi fare un corso certificato o se stai cercando un diploma non posso aiutarti ma se vuoi saperne di più mi trovi qui, posso spiegarti come sfruttare al meglio questo meraviglioso strumento.

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